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La Chirurgia vertebrale si occupa del trattamento chirurgico delle patologie che coinvolgono la colonna vertebrale e il midollo spinale.

Queste patologie sono molteplici: alcune molto frequenti, altre meno. Si va dalle ernie discali alle discopatie, dalla sindrome delle faccette articolari alla cisti sinoviale. E poi, ancora, spondilolistesi, stenosi del canale, fratture vertebrali e lesioni tumorali.

Per comprendere esattamente di quali patologie sto parlando, ti rimando al mio eBook, dove le troverai elencate nel dettaglio, accompagnate da una dettagliata descrizione.

La chirurgia vertebrale nel corso degli anni ha subito una notevole evoluzione, indirizzandosi verso l’utilizzo di tecniche sempre meno invasive fino a quelle totalmente percutanee, vale a dire senza incisione chirurgica o comunque con incisione piccolissima.

Queste tecniche, oltre all’utilizzo del microscopio operatorio ormai in uso da moltissimi anni, permettono di eseguire un buon numero di interventi in modalità a bassa invasività.

Nel trattamento delle patologie vertebrali abbiamo pertanto oggi diverse possibilità che vanno dalle tecniche tradizionali a cielo aperto a quelle appunto mininvasive e percutanee.

Ma facciamo per un attimo un passo indietro: il trattamento iniziale delle patologie vertebrali, in assenza di deficit neurologici (in presenza di importanti deficit neurologici vi è infatti l’indicazione ad intervento chirurgico urgente), è sempre conservativo.

Tale trattamento prevede l’utilizzo di farmaci, la fisioterapia e altre terapie, come per esempio l’ozonoterapia.

La terapia farmacologica si basa sull’utilizzo di farmaci antidolorifici, cortisonici, miorilassanti, neurotrofici.

I trattamenti fisioterapici sono estremamente importanti nel trattamento delle patologie vertebrali e vanno quindi sempre eseguiti. Molto utili sono in particolare le terapie che agiscono sulle anomalie posturali ripristinando una postura corretta.

L’ozonoterapia, invece, è una terapia non farmacologica che si basa sull’utilizzo di un gas, l’ozono appunto, che deriva dalla trasformazione dell’ossigeno. Tale gas ha spiccate proprietà antidolorifiche e antinfiammatorie e, nelle ernie discali, riesce in una buona percentuale di casi a ridurre le dimensioni dell’ernia.

Cos’è l’ozonoterapia

Fissazione vertebrale percutanea

Quando l’insieme di tutte queste terapie non produce risultati ci si orienta verso la soluzione chirurgica. Come accennato precedentemente, abbiamo a disposizione diverse tecniche. La tecnica percutanea permette l’esecuzione di una stabilizzazione vertebrale (introduzione di viti e barre nelle vertebre) senza la necessità di praticare un’incisione estesa e di dover scollare i muscoli intorno alla vertebra.

I vantaggi consistono nella quasi totale assenza di perdite ematiche, in un basso traumatismo muscolare e di conseguenza minore dolore post-operatorio e più rapido recupero dopo l’intervento.

Tutte le volte che la patologia da trattare lo consente si privilegia come prima scelta questa tecnica, quando questo non sia possibile ci si orienta invece verso le tecniche a cielo aperto.

Ecco quindi sintetizzati i 3 step da affrontare se soffri di una patologia vertebrale:

1 STEP

Il primo step avviene durante la prima visita con l’esame neurologico e la visione delle immagini radiologiche in modo da arrivare ad un preciso inquadramento clinico.

2 STEP

Lo step successivo è l’impostazione di una terapia conservativa che, come detto precedentemente, si basa su soluzioni farmacologiche, fisioterapiche e ozonoterapia.

3 STEP

L’ulteriore step è l’intervento chirurgico. A questo proposito, è importante sottolineare che per lo stesso caso possono essere possibili diverse opzioni chirurgiche, ognuna con vantaggi e svantaggi. È pertanto fondamentale capire quale possa essere l’intervento chirurgico più adeguato per un determinato paziente.

DR. PIETRO BRIGNARDELLO

neurochirurgo e chirurgo vertebrale